Come sono diventata un’esperta di cucina? Leggendo, leggendo e ancora leggendo…
Da molti anni ormai acquisto libri e riviste e, dato che amo viaggiare, cerco sempre
di trovare materiale locale. Da quando poi esistono siti come amazon e bol, l’acquisto
è diventato ancora più facile. Nella lettura, cerco tecniche di cottura e ingredienti nuovi per sperimentare piatti sempre diversi. È la parte creativa di me che viene fuori, magari mentre sono in macchina. Certo la teoria da sola non basta: ho seguito anche alcuni
corsi specializzati all’IPCA (la scuola della Cucina Italiana), al Cordon Bleu di Bergamo
e da Claudio Sadler, ma è soprattutto la pratica che mi ha fatto imparare tanto: organizzare un menu per una serata non significa soltanto mettere insieme tre o quattro ricette,
ma vuol dire imparare ad abbinarle, a organizzare la spesa e a preparare una tabella
di marcia per la realizzazione dei piatti.
Ho cominciato la mia carriera nel 1993 collaborando alla revisione dei testi dei servizi
di cucina pubblicati sulla rivista Bella. Le esperienze da allora sono state tante:
da collaboratrice sono diventata curatrice e spesso anche consulente per la realizzazione
di opere di cucina. Tante le riviste, sia del settore, come Sale & Pepe, Cucina Moderna, Buona cucina, Bargiornale e A Tavola, sia femminili, come Tu, Cipria, Donna e Mamma, sia per siti internet. E ancora i collezionabili con la casa editrice De Agostini, e le collane, come il Lettore goloso di Ponte alle Grazie che ha incluso “Il libro del pesce”, di cui sono l’autrice, e Le Millevoglie di Allan Bay. Potrete leggerle nel dettaglio divise per annate.
Contestualmente alla teoria, ho fatto per un paio d’anni anche attività di catering: un vero divertimento! Funzionava come una sorta di telefono senza fili e a ogni incontro c’era sempre qualcuno che mi commissionava un lavoro successivo. Ho sempre curato con attenzione le preparazioni, soprattutto il momento dell’aperitivo, proponendo qualcosa
di diverso: oggi si direbbe cucina fusion. Poi ho smesso, semplicemente perché avrei dovuto dedicarmici completamente e all’epoca non volevo fare una scelta così a senso unico. Chissà, magari un giorno mi tornerà la voglia di farlo…